Coffee’Scool

24174207_170428603553679_2526320246976378524_nIl nuovo format per imparare le lingue in modo divertente

Conoscere una nuova lingua richiede, nella maggior parte dei casi, tempo, soldi e dedizione. Ma se il metodo scelto per apprendere fosse legato alla comunicazione e alla discussione di argomenti per noi interessanti? Magari confrontandoci con nuove persone? Il tutto si prospetterebbe più facile e divertente.

Ebbene, il metodo Coffee’Scool ti permette di padroneggiare la lingua straniera come hai sempre desiderato: conversare di attualità, business e qualsiasi altro tema in accordo con il Tutor madrelingua e i partecipanti, in un ambiente confortevole e rilassante come un bristrot.

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Come fare? Semplice, iscriviti su www.coffescool.simplybook.it/v2/#membership
Scegli il tuo pacchetto di ore (4-12-20), seleziona la tua lingua (inglese, francese, spagnolo, tedesco, arabo, cinese) e il tuo livello (introduttivo, perfezionamento, consolidamento). E poi cerca la tua caffetteria tra le otto che sono distribuite sul territorio torinese.

Ed è proprio sull’esperienza estera che a Torino si è sviluppata questa nuova realtà, dove l’apprendimento delle lingue approda dentro bar, ristoranti e sale da tè. Non stupitevi più se mentre prendete un caffè assistite a una animata conversazione in cinese o spagnolo. Professori madrelingua e allievi si trovano seduti attorno al tavolo del bar con un cappuccino, una fetta di torta o un toast e conversano, praticano, apprendono. Quindi, se siete interessati a imparare una nuova lingua o anche solo curiosi di capire come sia facile imparare potete visitare la pagina web di Coffee’Scool.

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CoffeeScool è una start up torinese che propone corsi di lingue in ben 8 bar torinesi (San Salvario Caffè Bistrot, Teapot, Berlicarbarbis, La Deutsche Vitae, Da Emilia, La Revoltosa, Via Baltea e Chloè Bistrot) con tutor madrelingua offrendoti anche la consumazione. Davanti ad un caffè o un bicchiere di vino l’apprendimento si trasformerà in un’esperienza divertente, interessante ma soprattutto efficace.

 

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Grafica e immagine coordinata: Freeginevro
Coordinamento e copywriting: LiberLab

 

 

Figaro che barba!

Ci siamo: Che barba!, ovvero il manuale illustrato per la manutenzione di barba e baffi sarà ufficialmente in libreria a partire da ottobre 2017.

Il libro, nato da un progetto editoriale di LiberLab per le edizioni Gribaudo-Feltrinelli, è stato scritto dalla giornalista Chiara Bruschi e illustrato dalle fotografie di Federico Cardamone, con la supervisione e consulenza tecnica di Marco Balocchi, deus ex machina di Hipsteria (uno che di barbe e baffi se ne intende) e le “rasoiate” dei Bolognini Brothers, i fratelli barbuti che in quel di Casorate Sempione ci hanno ospitato nella loro fighissima Barberia Bolognini per lo shooting fotografico.

Duecento pagine e duemila anni di barbe, da Mosè a Che Guevara, passando per le varie tipologie, dalla Garibaldi alla Van Dyke, dalla Mutton Chops (avete presente il Wolverine di Hugh Jackman?) alla Circle beard (quella che di solito porta Leonardo DiCaprio). Senza dimenticare i baffi (Pencil, Fu Manchu, a manubrio, alla Dalì ecc.) e le facce che meglio si adattano. Cuore del libro sono i capitoli dedicati al mantenimento e alla rasatura, con i preziosi consigli dei fratelli Bolognini per prendersi cura della propria barba a casa.

Insomma, cari barbudos, adesso non avete più scuse: Che barba! è il libro che fa per voi!

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Quando la cultura fa impresa

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Giovedì 5 luglio all’Auditorium del Parco de L’Aquila si è svolta la Conferenza nazionale dell’impresa culturale organizzata da Federculture, insieme ad AGIS, Alleanza Cooperative Italiane Turismo e Beni culturali e Forum Nazionale del Terzo Settore.

LiberLab ha “vestito” l’evento con la creazione della grafica e dell’immagine coordinata. Dopo WorkinClass, quindi, prosegue la collaborazione con Confcooperative in un settore, quello della cultura, che ci vede impegnati da molti anni, sia sul versante dell’editoria sia su quello della comunicazione istituzionale.

Come si legge sul sito di Federculture, “la Conferenza ha come primo obiettivo quello di incrementare, tra gli attori del settore, e soprattutto tra gli amministratori locali e nazionali, la coscienza del peso strategico del settore della cultura e, in particolare, della rilevanza delle imprese protagoniste nella gestione dell’offerta culturale del Paese. La specificità dell’impresa culturale è strettamente connessa alle peculiarità del settore e della gestione dei luoghi culturali, nella gran parte di emanazione pubblica ma affidata a soggetti giuridicamente privati, nella quale si affacciano sempre più anche processi partecipativi dei cittadini e forme di imprese di comunità.”